Cosa significa "mangiare abbastanza bene”?
Testo di Dr. Luca Borro · 23 agosto 2026 · 8 min di lettura

Eppure ci sono persone che riescono a rovinarsi una cena bellissima con un pensiero.
Elena è seduta fuori da un piccolo ristorante, è una sera di giugno e davanti a lei c'è un piatto di pasta condita con vongole e frutti di mare. È arrivata tardi al ristorante dopo una giornata lunga e faticosa, ha fame, il tavolo è piacevole, la conversazione anche. Per qualche minuto sembra tutto al posto giusto.
Poi il pensiero di Elena va al pranzo. A pranzo aveva già mangiato del pane.
E allora Elena comincia quella contabilità silenziosa e giudicante che molti di noi (me compreso) conosce bene: oggi ho mangiato troppi carboidrati, domani dovrei stare più leggera, forse il dolce stasera è meglio evitarlo, questa settimana sono già uscita due volte, forse non era il caso che stasera fossi qui di nuovo?
La cena è ancora lì, identica a prima ma a cambiare è il modo in cui Elena la sta vivendo.
Qualche tavolo più avanti c'è Paolo. Anche lui ha ordinato la pasta. A pranzo aveva mangiato un'insalata con pane, mozzarella e pomodori. Il giorno prima una pizza con gli amici. Domani probabilmente cucinerà lenticchie e verdure perché ne ha già preparate abbastanza per due giorni.
Paolo non ha capacità più importanti di Elena nel saper mangiare bene oppure una disciplina speciale o qualche conoscenza segreta che arrivi da chissà dove. Paolo ha forse semplicemente imparato a guardare la propria alimentazione da una distanza diversa.
Elena giudica continuamente i singoli pasti. Paolo osserva soprattutto quello che succede nel tempo.
Ed è proprio dentro questa distanza che, secondo me, possiamo capire cosa significhi davvero mangiare “abbastanza bene”.
Una giornata non racconta quasi niente
Se fotografassimo soltanto la cena di Paolo potremmo concludere che quella sera ha mangiato pasta. Se fotografassimo la pizza di Paolo del giorno precedente potremmo aggiungere che ha mangiato pizza.
Avremmo due fotografie, certo non bellissime dal punto di vista alimentare, ma con due fotografie non avremmo capito nulla dell'alimentazione e della vita di Paolo. Dovremmo allargare l'inquadratura per capirci qualcosa di più, dovremmo fotografare di più su più giorni.
Se fotografassimo di più nel frigorifero di Paolo troveremmo verdure che compra regolarmente, yogurt, uova, qualche formaggio. Nella sua dispensa troveremmo la pasta, il riso, dei ceci, delle lenticchie, del pane e dell'olio extravergine. Nella settimana di Paolo ci saranno frutta, pesce, cereali, legumi, qualche dolce e pasti consumati fuori.
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