In Achitettura e nel design d’interni esistono due discipline che troppo spesso vengono decisamente confuse tra loro. Sto parlando del Feng Shui e del Biophilic Design. Personalmente sono perfettamente cosciente che questo è un articolo “divisivo” che troverà molti d’accordo e molti altri in disaccordo con quanto sto per scrivere. Sento però l’esigenza di fare un po di chiarezza sulle due discipline pur ammettendo però che io non sono certamente un esperto di Feng Shui ma un Architetto, Biologo e Ingegnere Biomedico molto interessato a sccoprire come gli ambienti e anche la natura che li coinvolge possono migliorare la salute dell’uomo basando le mie considerazioni e le mie analisi esclusivamente su dati solidi di letteratura scientifica.
Premetto che questo non vuole essere un articolo esaustivo sull’argomento ne un’analisi particolarmente approfondita di ognuna delle due discipline (il web è già pieno di informazioni su questo). Vorrei soltanto provare a descrivere oggettivament due discipline molto diverse tra loro che non andrebbero confuse.
Entrambe le discipline di fatto si pongono l’obiettivo di migliorare il nostro benessere attraverso l’organizzazione degli spazi abitativi, ma si basano su principi e metodologie davvero molto differenti. Questa confusione può portare a malintesi e a scelte non informate quando si tratta di progettare i propri spazi.
Il Feng Shui, una pratica antica di origine cinese, si fonda su concetti filosofici e tradizionali riguardanti il flusso di energia nell’ambiente. Al contrario, il design biofilico, un approccio moderno, è radicato nella scienza e nella psicologia ambientale, mirato a connettere gli esseri umani con la natura all’interno degli spazi costruiti.
In questo articolo vorrei elencare meglio quali sono le differenze tra queste due discipline, concentrandoci in particolare sulla solidità scientifica che le supporta. L’obiettivo è fare chiarezza e fornire una comprensione più approfondita, permettendo così ai lettori di fare scelte consapevoli e informate per migliorare i loro ambienti di vita e di lavoro.
Differenze generali tra Feng Shui e Biophilic Design

ll Feng Shui e il Biophilic Design sono due discipline che si occupano della disposizione e dell’organizzazione degli spazi abitativi (e non solo), ma differiscono notevolmente nella loro origine, nei principi su cui si basano e nella validità scientifica delle loro pratiche.
Il Feng Shui è una pratica antica cinese la cui oigine risale a migliaia di anni fa. Si basa sulla filosofia taoista e sull’idea che l’energia vitale, chiamata “qi“, fluisce attraverso l’ambiente e può essere influenzata dalla disposizione degli oggetti e delle strutture.Ora, personalmente per formazione accademica e per cultura scientifica, io avrei bisogno di definire in maniera molto seria e scientificatamente valida il significato di “energia vitale che fluisce attraverso l’ambiente” in quanto per me l’energia che coinvolge l’uomo è principalmente quella che ci permette di svolgere le nostre funzioni vitali e che si genera all’interno delle cellule dell’uomo precisamente in piccoli organelli detti mitocondri.
Questi organelli sono la centrale energetica del nostro organismo e attraverso il catabolismo di alcune molecole (vedi la molecola Adenosin Trifosfato – ATP) ci forniscono energia.Tuttavia questo non vuole essere un articolo in cui approfondire questi aspetti e in cui stabilire se la frase “energia vitale che fluisce attraverso l’ambiente” ha un senso scientifico oppure no.
Qui vogliamo solo chiarire un pò meglio la differenza tra Feng Shui e Design Biofilico.
I principi del Feng Shui includono concetti come il bilanciamento degli elementi (acqua, legno, fuoco, terra, metallo), l’orientamento cardinale, e l’uso di specifici oggetti o colori per favorire il “flusso positivo di energia”. Anche qui sarebbe decisamente importante definire il significato scientifico di “Flusso Positivo di Energia”, significato che dal punto di vista scientifico in questo contesto è difficilmente rintracciabile. Come già detto però non è questa la sede per una critica di questo tipo.
Secondo molte fonti attendibili (tipo questa, oppure questa) il Feng Shui non ha una vera e propria validità scientifica e non può essere considerato una “scienza”. Le pratiche e i principi del Feng Shui non sembrano essere supportati da studi scientifici rigorosi.
Molti aspetti del Feng Shui sono considerati più una forma di arte e di tradizione culturale piuttosto che una scienza basata su studi scientifici rigorosi (cosa che personalmente io ricerco sempre in quello che tratto). Ed è qui però che possiamo trovare un aspetto estremamente positivo e interessante del Feng Shui. Parlo del fatto che le sue applicazioni dirette manifestano più che altro una forma di tradizione culturale o una manifestazione artistica più o meno importante. Questo rappresenta effettivamente un obiettivo rispettabile della disciplina Feng Shui tanto che non è poi così importante doverlo considerare necessariamente una pratica scientifica validata ma piu che altro un approccio artistico alla gestione degli ambienti di vita (posto ovviamente che, nel contesto della progettazione degli edifici abitati, si stabilisca un limite chiaro e inequivocabile tra ciò che è scienza e ciò che è arte…).
Le affermazioni sul miglioramento della salute, del benessere o addirittura della “fortuna” attraverso il Feng Shui però sono generalmente considerate aneddotiche. In medicina e in biologia il cosidetto “aneddoto” purtroppoo non costituisce prova scientifica rigorosa dei fatti. Provo a fare un banale esempio per spiegarmi meglio. Se io sviluppassi un nuovo farmaco che mira a curare la gastrite e lo somministrassi a mia zia con risultati positivi non significa che quel farmaco è un farmaco in grado di curare la gastrite. Piuttosto è “aneddotico” il fatto che su mia zia il farmaco ha avuto un effetto positivo (probabile frutto del caso). Parliamo cioè di un risultato non generalizzabile su larga scala in quanto la somministrazione di un farmaco ad una singola persona e l’evidenza singola di un effetto positivo non rappresentano affatto il “metodo scientifico” che si caratterizza da studi scientifici rigorosi, con un elevatissimo numero di persone a costituire il campione dello studio e rigorosi metodi di analisi (es. l’esistenza di un gruppo di controllo).

Il Design Biofilico invece è qualcosa di molto diverso rispetto al Feng Shui. (Attenzione: ho detto semplicemente “diverso” e non ho detto che è un approccio “migliore” o “peggiore”. Qui stiamo analizzando le differenze oggettive tra le due discipline)..Il Biophilic Design consente di avere un approccio relativamente moderno al progetto di architettura e di design degli interni che ha l’obiettivo di connettere le persone con la natura all’interno degli ambienti costruiti. Niente di più. Il Biophilic Design non attinge agli aspetti attinenti all’energia degli spazi o ai flussi di energia tra spazi e persone. Niente di tutto questo. Il Biophilic Design si riferisce esclusivamente all’innato desiderio umano di connettersi con la natura, condizione che ognuno di noi può sperimentare quotidianamente in diversi contesti della propria vita in cui il desiderio di connettersi con la natura o con gli ambienti naturali è molto intenso. I principi del design biofilico includono l’uso di elementi naturali (piante, luce naturale, materiali naturali), la creazione di viste sulla natura, e la progettazione di spazi che imitano i modelli e i processi naturali.
Il design biofilico è supportato da una crescente quantità di ricerche scientifiche che ne dimostrano i benefici. Moltissimi studi scientifici ben condotti hanno infatti mostrato che l’integrazione di elementi naturali negli spazi abitativi e lavorativi può migliorare il benessere psicologico, ridurre lo stress, aumentare la produttività e migliorare la salute generale. In alcuni ospedali questo approccio è stato adottato dai progettisti per migliorare le condizioni di degenza dei pazienti.La psicologia ambientale e le neuroscienze supportano l’idea che l’esposizione alla natura e agli elementi naturali ha effetti positivi sulla mente e sul corpo umano e su questo ci sono decine di pubblicazioni scientifiche.In questo sito, e in particolare in alcuni articoli (come questo oppure questo) puoi trovare molte referenze scientifiche a supporto del Biophilic Design e qui puoi trovare invece riferimenti scientifici sul ruolo dei singoli “determinanti architettonici” come la “Luce”, l'”Aria”, l'”Acqua”, i “Materiali” sul benessere fisico e mentale degli individui.
Conclusione
Esaminare le differenze tra Feng Shui e design biofilico offre un’interessante panoramica su come approcci diversi possano influenzare la nostra percezione e il nostro utilizzo degli spazi abitativi. Entrambe le discipline mirano obiettivamente a voler migliorare il nostro benessere, ma lo fanno attraverso principi e metodologie davvero molto differenti.
Il Feng Shui, con le sue radici nella filosofia taoista, rappresenta una pratica culturale e tradizionale che si basa su concetti di “energia vitale” e “bilanciamento degli elementi”. Sebbene affascinante e ricca di storia, la sua validità scientifica appare limitata. Le affermazioni sul miglioramento della salute e del benessere attraverso il Feng Shui sono spesso considerate aneddotiche e non supportate da studi scientifici rigorosi. Tuttavia, il suo valore come espressione artistica e culturale contiene in se un interessante aspetto della pratica del Feng Shui che non dovrebbe essere sottovalutato.
Dall’altro lato il Biophilic Design ha un approccio più moderno, è saldamente radicato nella scienza e nella psicologia ambientale. Supportato da numerosi studi scientifici, il design biofilico dimostra come l’integrazione di elementi naturali negli spazi abitativi e lavorativi possa effettivamente migliorare il benessere psicologico, ridurre lo stress e aumentare la produttività delle persone. Impotanti studi (Ulrich et al.) hanno anche dimostrato la sua validità nel recupero di pazienti ospedalizzati. La validità scientifica del design biofilico lo rende un’opzione molto interessante per chi cerca soluzioni basate su evidenze empiriche per migliorare i propri spazi.
Per concludere quindi possiamo dire che mentre il Feng Shui e il design biofilico possono entrambi offrire benefici per il nostro benessere, è importante riconoscere le loro differenze fondamentali, soprattutto in termini di supporto scientifico. Con questa consapevolezza, i lettori possono fare scelte più informate e consapevoli per creare ambienti di vita e di lavoro che rispecchino al meglio le loro esigenze e aspirazioni.



